Aggiornamento al 30 luglio 2026
Un’auto nuova con un canone agevolato di 100 euro al mese, IVA inclusa, destinata alle persone con un ISEE inferiore a 30.000 euro.
È questa la principale novità del nuovo programma sperimentale di noleggio sociale a lungo termine, introdotto dal DPCM Automotive e presentato ufficialmente il 23 luglio 2026 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dall’Automobile Club d’Italia.
L’obiettivo della misura è duplice: facilitare l’accesso alla mobilità per i nuclei familiari con una minore capacità economica e favorire la sostituzione delle automobili più vecchie con veicoli nuovi, più sicuri e meno inquinanti.
Il noleggio sociale è un programma pubblico sperimentale attraverso il quale le persone che rispettano determinati requisiti potranno utilizzare un’automobile nuova pagando un canone mensile agevolato.
Non si tratta di un contributo diretto per acquistare un’auto e nemmeno di un finanziamento tradizionale.
Durante il periodo contrattuale il beneficiario utilizzerà il veicolo attraverso un contratto di noleggio. Al termine potrà valutare se acquistarlo oppure concludere il rapporto secondo le modalità che saranno indicate nel contratto definitivo.
Il programma è promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sarà gestito dall’Automobile Club d’Italia – ACI. La sperimentazione terminerà entro il 30 giugno 2030.
Secondo quanto annunciato ufficialmente da MIMIT e ACI, il programma prevede:
un canone sociale di 100 euro al mese;
IVA inclusa nel canone;
una durata minima del contratto di 36 mesi;
un limite di percorrenza di 12.000 chilometri all’anno.
Considerando la durata minima di tre anni, il limite complessivo indicato corrisponde a 36.000 chilometri, salvo eventuali diverse condizioni contenute nei futuri contratti applicativi.
Al momento non è stato ancora specificato ufficialmente se il canone mensile di 100 euro comprenderà anche tutti i servizi normalmente associati al noleggio a lungo termine, come:
assicurazione RCA;
copertura furto e incendio;
manutenzione ordinaria e straordinaria;
assistenza stradale;
gestione degli pneumatici;
tassa automobilistica;
eventuali franchigie assicurative.
Non sono ancora stati comunicati neppure gli eventuali costi iniziali, le penali, il costo per i chilometri eccedenti o le condizioni applicabili in caso di restituzione anticipata.
Sarà quindi necessario attendere il decreto operativo e il contratto predisposto da ACI prima di considerare il canone come completamente “all inclusive”.
Il programma è destinato alle persone fisiche con un ISEE inferiore a 30.000 euro.
La dicitura “inferiore” è importante: sulla base del testo attualmente disponibile, il valore ISEE deve essere al di sotto della soglia dei 30.000 euro.
Non è sufficiente, tuttavia, rispettare il requisito economico. Per accedere al programma sarà obbligatorio rottamare un’automobile appartenente a una classe ambientale fino a Euro 4.
Il veicolo destinato alla rottamazione dovrà rispettare tutte le seguenti condizioni:
essere un’autovettura di categoria M1;
essere immatricolato in Italia;
appartenere a una classe ambientale fino a Euro 4;
risultare intestato da almeno 12 mesi al richiedente oppure a un suo familiare convivente.
Quest’ultimo elemento amplia la platea dei potenziali beneficiari: il veicolo da rottamare non deve necessariamente essere intestato direttamente alla persona che presenta la domanda, purché sia intestato da almeno un anno a un familiare convivente.
Il programma riguarderà automobili:
nuove di fabbrica;
appartenenti alla categoria M1;
acquistate e immatricolate in Italia;
omologate almeno Euro 6;
con emissioni di CO₂ non superiori a 135 grammi per chilometro.
La misura, quindi, non sarà riservata esclusivamente alle automobili elettriche. Potranno potenzialmente rientrare anche vetture ibride, a benzina o con altre alimentazioni, purché rispettino la soglia massima di emissioni prevista.
Al momento, però, non sono ancora disponibili:
l’elenco delle case automobilistiche aderenti;
i modelli che potranno essere scelti;
gli allestimenti disponibili;
il numero complessivo dei veicoli;
i tempi previsti per la consegna.
Le auto saranno acquistate attraverso procedure gestite da ACI. Il DPCM ha destinato al programma 50 milioni di euro, provenienti dalle risorse residue del Fondo Automotive 2025.
Sì. Al termine del contratto il beneficiario potrà manifestare il proprio interesse all’acquisto del veicolo.
Il prezzo dovrà prevedere uno sconto di almeno il 10% rispetto alle quotazioni medie di mercato dell’automobile in quel momento.
La manifestazione di interesse dovrà essere presentata ad ACI entro 90 giorni dalla conclusione del contratto di noleggio.
Lo sconto del 10%, quindi, non sarà applicato sul prezzo iniziale di listino dell’auto, ma sul suo valore medio di mercato al termine del periodo di utilizzo.
L’acquisto finale non risulta obbligatorio. Qualora il beneficiario non compri il veicolo, ACI potrà applicare le altre modalità di vendita e restituzione previste dal programma.
Le domande dovranno essere presentate attraverso uno sportello telematico dedicato, che al momento non è ancora operativo.
MIMIT e ACI hanno anticipato che le graduatorie saranno formulate seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle richieste. Questo significa che, una volta aperta la piattaforma, la tempestività nell’invio della domanda potrebbe avere un ruolo determinante.
Non è stato ancora chiarito se, oltre all’ordine cronologico, saranno previste:
priorità legate alla fascia ISEE;
quote territoriali;
graduatorie regionali;
criteri legati alla composizione del nucleo familiare;
precedenze per particolari condizioni personali o lavorative.
No. Alla data del 30 luglio 2026 non è ancora possibile presentare la domanda, prenotare un’automobile o aderire formalmente al programma.
Lo sportello telematico è ancora in fase di definizione e dovrà essere pubblicato un decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy con le modalità operative e gestionali della misura.
È quindi opportuno diffidare da messaggi, annunci o siti che richiedano pagamenti, anticipi o dati bancari per “bloccare” già oggi un’automobile da 100 euro al mese.
L’elenco ufficiale dei documenti non è stato ancora pubblicato. Sulla base dei requisiti annunciati, è ragionevole attendersi la necessità di presentare almeno:
attestazione ISEE valida;
documento di identità;
codice fiscale;
documentazione del veicolo da rottamare;
prova dell’intestazione del veicolo da almeno 12 mesi;
eventuale documentazione relativa al familiare convivente;
dati necessari per la stipula del contratto di noleggio.
Si tratta, tuttavia, di una previsione basata sui requisiti della misura. L’elenco definitivo sarà stabilito dalle disposizioni operative.
Per poter accedere al noleggio sociale, sulla base delle informazioni oggi disponibili, sarà necessario:
essere una persona fisica;
avere un ISEE inferiore a 30.000 euro;
disporre di un’automobile fino a Euro 4 da rottamare;
avere il veicolo intestato da almeno 12 mesi al richiedente o a un familiare convivente;
presentare la domanda attraverso il futuro sportello telematico;
rientrare tra i beneficiari sulla base dell’ordine cronologico e delle risorse disponibili.
Prima che il programma diventi concretamente accessibile dovranno essere pubblicati:
il decreto con le modalità operative;
la data di apertura dello sportello;
il collegamento alla piattaforma per le domande;
l’elenco dei documenti richiesti;
i modelli di auto disponibili;
le condizioni complete del contratto;
i servizi compresi nei 100 euro mensili;
le eventuali spese aggiuntive;
le regole per chilometri eccedenti, danni e restituzione;
i tempi di consegna dei veicoli.
Solo dopo la pubblicazione di queste informazioni sarà possibile valutare in modo completo la convenienza della misura.
Il noleggio sociale rappresenta una novità significativa per il mercato automobilistico italiano. Per la prima volta viene strutturato un programma nazionale che punta a rendere disponibile un’auto nuova attraverso un canone fortemente agevolato, collegando il beneficio al reddito e alla rottamazione di un veicolo più vecchio.
I requisiti principali sono stati ufficializzati, ma la misura non è ancora operativa. Per questo motivo è importante distinguere tra ciò che è già stato confermato e ciò che dovrà essere stabilito dai successivi provvedimenti.
Gruppo Farina continuerà a seguire gli aggiornamenti del Ministero e di ACI, comunicando l’apertura delle domande e le modalità definitive non appena saranno rese disponibili.